Samarcanda

5,50

Samarcanda di Roberto Vecchioni.

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Descrizione

È la canzone che rese popolare Roberto Vecchioni. Il ritmo incalzante, la melodia insistente, i passaggi sincopati del ritornello, contribuiscono a rendere interessante questo piccolo capolavoro.

pagina iniziale dell'arrangiamentoIl brano inizia con una introduzione formata dal caratteristico tema suonato nell’originale dal violino di Branduardi, rinforzato dalla tastiera con timbro di fisarmonica, mentre i flauti contralti e tenori esaltano il ritmo di marcia veloce. Con l’apparire del tema della strofa, i contralti intonano un controcanto che poi viene passato ai tenori. Un altro contrappunto appare a battuta 13 ai flauti basso e alla tastiera. Alle battute 21-22 flauti contralto e tastiera eseguono figurazioni di crome che collegano prima la ripresa, poi il tema del ritornello. A battuta 32 compare il caratteristico inciso sincopato, formato da una doppia sincope eseguita prima in levare, poi in battere, cosa che conferisce a questo passaggio un carattere di instabilità sospesa. Il ritorno del tema introduttivo conduce o alla ripresa per la terza e quarta strofa, o alla conclusione definitiva.

C’era una grande festa nella capitale
perché la guerra era finita.
I soldati erano tornati tutti a casa e avevano gettato le divise.
Per la strada si ballava e si beveva vino,
i musicanti suonavano senza interruzione.
Era primavera e le donne potevano, dopo tanti anni,
riabbracciare i loro uomini. All’alba furono spenti i falò
e fu proprio allora che tra la folla,
per un momento, a un soldato parve di vedere
una donna vestita di nero
che lo guardava con occhi cattivi.

1. Ridere ridere ridere ancora
ora la guerra paura non fa,
brucian le divise dentro il fuoco la sera,
brucia nella gola vino a sazietà
musica di tamburelli fino all’aurora
il soldato che tutta la notte ballò
vide tra la folla quella nera Signora
vide che cercava lui e si spaventò.

2. “Salvami, salvami grande sovrano
fammi fuggire, fuggire di qua
alla parata lei mi stava vicino
e mi guardava con malignità”
“Dategli, dategli un animale,
figlio del lampo, degno di un re
presto, più presto perché possa scappare
dategli la bestia più veloce che c’è”.

“Corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salverò…
oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh”.

3. Fiumi poi campi poi l’alba era viola,
bianche le torri che infine toccò,
ma c’era tra la folla quella nera Signora
e stanco di fuggire la sua testa chinò
“Eri tra la gente nella capitale
so che mi guardavi con malignità
son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale
son scappato via ma ti ritrovo qua!”

4. “Sbagli, ti inganni, ti sbagli soldato
io non ti guardavo con malignità,
era solamente uno sguardo stupito,
cosa ci facevi l’altro ieri là€
T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per aspettar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua”.

Non è poi così lontano Samarcanda,
corri cavallo, corri di là…
ho cantato insieme a te tutta la notte
corri come il vento che ci arriverà.

“Oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh”.

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